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Focolaio epidemico di infezione da E. coli produttore di verocitotossina (VTEC) O26 in Puglia, agosto 2013: il punto della situazione

Scritto da Amministratore. Postato in Altre News

29 agosto 2013 - All’inizio del mese di agosto 2013, il sistema di sorveglianza del Registro italiano della Sindrome emolitico uremica, coordinato dall’Iss, ha riscontrato un significativo aumento di casi di SEU rispetto all’atteso stagionale, in alcune Province della Puglia. L’aumento era dovuto in particolare a segnalazioni di casi a partire dal 20 luglio 2013.

Come è noto la maggior parte dei casi di SEU fa seguito all’infezione intestinale da Escherichia coli produttore di verocitotossina (VTEC) di cui la SEU rappresenta la complicanza più grave che si manifesta in una proporzione generalmente compresa tra il 5% e il 10% dei casi di infezione da VTEC e colpisce in modo particolare i bambini. La SEU è dunque un robusto indicatore delle infezioni da VTEC nella popolazione e come tale è considerata un importante evento sentinella.

Secondo i dati raccolti tra il 1988 e il 2012 dalla Società italiana di nefrologia pediatrica attraverso il Registro italiano SEU in collaborazione con l’Iss, in Puglia si registrano mediamente 2,3 casi di SEU all’anno, con una tendenza all’aumento negli ultimi 3 anni (5 casi in media per anno.

In seguito all’allerta diramata dall’Iss il 9 agosto 2013 circa la possibile esistenza di un focolaio epidemico di infezione da VTEC, la Regione Puglia, con il supporto Laboratorio nazionale ed europeo di riferimento per E.coli presso l’Iss, ha avviato un indagine epidemiologica mirata a confermare l’esistenza del focolaio epidemico, descriverne l’estensione e indagarne l’origine.

 

Situazione epidemiologica

 

Tra il 1 luglio 2013 e il 28 agosto 2013 sono stati registrati 18 casi di malattia (11 casi confermati, 1 caso probabile, 6 casi possibili)* ascrivibili al focolaio epidemico in altrettanti pazienti residenti in Puglia o che vi avevano soggiornato durante il periodo di incubazione. I pazienti sono stati tutti ospedalizzati e, in 17 casi, è stata riscontrata la SEU. Tutti i pazienti colpiti (11 maschi e 7 femmine) erano bambini, con un’ età compresa tra 11 mesi e 15 anni.

Il focolaio epidemico è risultato circoscritto alla sola Regione Puglia. Non risultano infatti riscontri di altri casi ascrivibili all’epidemia in pazienti che non abbiano soggiornato in Puglia né a livello nazionale né in altri Paesi dell’Unione europea.

I risultati delle indagini microbiologiche condotte presso il Laboratorio nazionale di riferimento per E. coli dell’Iss sui campioni prelevati da 12 dei 18 casi hanno consentito di confermare un’infezione da E.coli O26 in tutti i pazienti e di isolare da alcuni il ceppo epidemico di E.coli VTEC O26 (vtx2+; eae+). Evidenza di infezione da VTEC è stata preliminarmente riscontrata anche su 2 dei rimanenti casi, grazie alle attività analitiche condotte dal dipartimento di Scienze Biomediche e Oncologia Umana, Sezione Igiene, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Osservatorio Epidemiologico Regione Puglia, e dal laboratorio dell’Ospedale Irccs Ca’Granda Policlinico di Milano.

Le informazioni epidemiologiche finora raccolte suggeriscono un quadro epidemico di infezione da VTEC da fonte protratta circoscritto alla sola Puglia. In altri termini la possibile sorgente d’infezione da VTEC potrebbe essere stata attiva per un periodo prolungato di tempo.

Questo quadro appare compatibile sia con la via di trasmissione alimentare che con la via mediata dall’ambiente.

Poiché i risultati delle indagini finora condotte sull’esposizione a possibili fattori di rischio per infezione da VTEC non indicano l’esistenza di un unico palese legame tra i casi, le indagini attualmente in corso sono concentrate ad approfondire a monte la catena di approvvigionamento e distribuzione di alcune filiere di produzione di alimenti, sia di origine animale sia vegetale, al fine di indirizzare le attività di campionamento e controllo microbiologico. Queste ultime sono indirizzate anche a verificare potenziali fonti di contaminazione ambientale.

Allo stato attuale il focolaio epidemico appare in marcato declino, con i più recenti casi epidemici esposti alla potenziale fonte d’infezione non oltre le la seconda settimana del mese di agosto. Considerando il tempo d’incubazione delle infezioni da VTEC (3/5 giorni), questo rilievo suggerisce una ridotta o forse cessata attività della fonte epidemica.

Appare comunque necessario continuare ad assicurare un elevato livello di attenzione mantenendo una sorveglianza clinica e microbiologica per VTEC intensificata sui casi di gastroenterite (soprattutto quelli caratterizzati da diarrea emorragica) in persone che giungono all’osservazione delle strutture sanitarie (specialmente se bambini) sia in Puglia che nel resto d’Italia, in particolare in casi con anamnesi di soggiorno in Puglia.

 

Nota

 

*Definizioni di caso:

  • Caso possibile: qualsiasi persona che abbia soggiornato in Puglia a partire dal 1/7/2013 e che abbia riportato entro dieci giorni dal soggiorno in Puglia:
    • diarrea (almeno 3 scariche di feci liquide o semiliquide in 24 ore) e che sia risultato positivo ad un test di laboratorio per la ricerca di VTEC nelle feci
    • oppure
    • Sindrome emolitico uremica
  • Caso confermato: qualsiasi persona che abbia soggiornato in Puglia a partire dal 1/7/2013 e che abbia riportato entro dieci giorni dal soggiorno in Puglia:
      • diarrea oppure Sindrome emolitico uremica
    e
    • con una diagnosi di laboratorio di infezione da VTEC O26
  • Caso probabile: qualsiasi persona che:
    • abbia presentato diarrea o Sindrome emolitico uremica e abbia un link epidemiologico con un caso confermato
    • oppure
    • sia risultata positivo ad un test di laboratorio per la ricerca di VTEC nelle feci e abbia un link epidemiologico con un caso confermato.

 

A cura di Gaia Scavia1, Cinzia Germinario2, Mario Giordano3, Vincenza Carbone3, Tommaso DePalo3, Alessandra Gianviti4, Gianluigi Ardissino5, Maria Chironna2, Onofrio Mongelli6, Massimo Ricci7, Fabio Minelli1, Antonella Maugliani1, Alfredo Caprioli1

 

1 - Istituto superiore di sanità, Roma. Dipartimento di Sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare. Laboratorio nazionale di riferimento per E.coli. Coordinamento del Registro italiano della Sindrome emolitico uremica

2 - Dipartimento di Scienze Biomediche e Oncologia Umana, Sezione Igiene, Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Osservatorio Epidemiologico Regione Puglia

3 - Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII – Az. Ospedaliero Universitaria Consorziale Policlinico, Bari. UO di Nefrologia e dialisi Pediatrica

4 - Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Roma

5 - Fondazione Irccs Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, Milano. Centro per la cura e lo studio della Sindrome emolitico uremica

6 - Regione Puglia, Bari. Servizio Programmazione assistenza territoriale e prevenzione sanità veterinaria

7 - Arpa Brindisi, Brindisi. Ruo alimenti e bevande

 

 

Fonte: Epicentro

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Tre casi in Italia della nuova SARS

Scritto da Amministratore. Postato in Altre News

E' stata battezzata "nuova SARS" un'epidemia di un sierotipo di Coronavirus - mai identificato prima nell'uomo - che ha fino ad ora causato 50 casi e 30 morti, prevalentemente nei Paesi Arabi. Il primo caso in Italia è stato identificato la scorsa settimana a Firenze seguito da altri due secondari e da 10 possibili positivi ai test ma senza sintomi. Il Ministero della Salute sta monitorando la situazione e ha diffuso un comunicato stampa dopo l'identificazione del primo caso.

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Applicazione SAIPEM SI VIAGGIARE

Scritto da Amministratore. Postato in Altre News

L'applicazione SAIPEM SI VIAGGIARE è la versione aggiornata in formato interattivo della terza edizione del collaudato manuale Saipem, curato dal Team medico (Nicosia, Consentino, Gialdi e De Sanctis) fornisce una serie di indicazioni e accorgimenti essenziali per preparare un viaggio all'estero, valutando le peculiarità dei rischi infettivi. L'applicazione consente, inoltre, di programmare per tempo le profilassi necessarie (vaccinazioni, chemioprofilassi, certificazioni...) e registrarne la periodicità e la scadenza. Il manuale viene in giro con te e ti accompagna in ogni tuo spostamento con il prezioso Around You o il piacevole Travel Quiz trasformandosi in un simpatico compagno di viaggio con l'opzione My Diary.

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Pneumococco. Italia stanzia 5% Fsn per prevenzione, ma ne spende solo 0,5%

Scritto da Amministratore. Postato in Altre News

 

La media europea è del 2,9%. Il dato è stato discusso nel corso di UPneumoDate 2013, l’appuntamento annuale che vede riuniti i più importanti esperti nazionali. Circa l'80% delle patologie causate dallo pneumococco negli adulti sono polmoniti.

 

 Lo pneumococco è una delle più importanti cause di morbilità e mortalità in tutto il mondo dal momento che è il primo responsabile delle polmoniti, caratterizzate da una vasta diffusione con un impatto clinico, sociale ed economico di grande rilievo. L’Italia stanzia il 5% del Fondo Sanitario Nazionale per la prevenzione ma, realmente, ne spende lo 0,5%, contro una media europea di 2,9% posizionandosi agli ultimi posti tra i paesi europei. Temi affrontati nel corso di UPneumoDate 2013 “Epidemiologia e prevenzione delle patologie pneumococciche nelle età vulnerabili”, l’appuntamento annuale che vede riuniti i più importanti esperti nazionali per fare il punto sulle patologie pneumococciche e i programmi di prevenzione vaccinale.


“Circa l’80% delle patologie gravi causate dallo pneumococco negli adulti sono polmoniti , in cui l’infezione può non restare confinata ai polmoni, ma compromettere altri organi e associarsi quindi anche ad un’elevata mortalità, soprattutto nelle categorie di pazienti più vulnerabili come gli anziani - afferma Michele Conversano, presidente della Società Italiana di Igiene (Siti) - Ecco perché sarebbe auspicabile una prevenzione vaccinale adeguata, non solo per prevenire un problema a livello di salute pubblica, ma anche per limitare l’impatto economico che tali patologie possono costituire per il servizio sanitario stesso, fattore fondamentale soprattutto in questo momento storico di spending review”.

Nel 2010 la polmonite ha rappresentato la 6° causa di ospedalizzazione in Italia (con una degenza media di 10 giorni) e, secondo i dati dell’Istat, nel 2009 ha causato il decesso di 7.241 persone con più di 65 anni.

“Oggi è disponibile un vaccino anti-pneumococcico coniugato molto efficace che permette un’immunizzazione importante anche nelle persone che hanno una risposta immunitaria ridotta (soggetti a rischio e adulti con più di 50 anni). – aggiunge Conversano – La somministrazione di un’unica dose garantisce un’immunità di lunga durata che, al di là degli evidenti vantaggi clinici, produrrebbe un risparmio economico derivato dalla limitazione dei costi correlati al trattamento di un’eventuale infezione”.

Una recente valutazione di HTA del vaccino anti-pneumococcico coniugato 13valente (Prevenar13) nella popolazione adulta e anziana, effettuata considerando i costi di vaccinazione, somministrazione, ricoveri e visite ambulatoriali per malattie pneumococciche invasive (IPD) e polmoniti comunitarie (CAP), ha dimostrato che Prevenar13 è costo-efficace, con un rapporto incrementale di costo-efficacia inferiore a 10.000 € per anno di vita guadagnato. 

 

Fonte:www.quotidianosanita.it