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Mangia i sottoli spediti da casa studente salentino in coma a Torino

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Fonte: www.repubblica.it

 

Il ragazzo al primo anno di Informatica si è sentito male dopo aver consumato delle rape inviate dalla famiglia: è ricoverato alle Molinette, colpito da una vasta paralisi provocata dal botulino

Uno studente di 22 anni di Copertino, nel Leccese, è rimasto gravemente intossicato dopo avere mangiato delle verdure sott'olio fatte in casa, ed è ora ricoverato in stato di coma a Torino. 

Il giovane, studente di informatica iscritto al primo anno del Politecnico, avrebbe subito una vasta paralisi a causa del botulino. Ora è in coma farmacologico in un letto dell'ospedale Le Molinette.

Lo studente, che condivide l'appartamento con altri ragazzi, si sarebbe sentito male dopo avere mangiato delle rape sott'olio fatte in casa e che gli erano state inviate dalla famiglia.

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Oms, alzare la guardia su nuova Sars

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Nuovo contagio in Francia e altri due decessi negli Emirati Arabi

 

L'organizzazione Mondiale della Sanita' ha chiesto agli Stati di aumentare l'attenzione nei confronti del coronavirus responsabile della cosiddetta 'nuova Sars'. Il virus che si e' diffuso negli Emirati Arabi, finora ha contagiato oltre 30 persone e causato circa 20 vittime, e' stato registrato anche in Europa. In Francia e' stato confermato un secondo contagio, mentre negli Emirati Arabi si sono registrati due nuovi decessi. 

L'Oms, anche alla luce dei nuovi contagi in Francia, arriva alla conclusione che il coronavirus si trasmette da persona a persona (come era gia' avvenuto anche in Arabia) ma con contatti stretti come quelli familiari. Non si consigliano "particolari misure di protezione speciale nei punti di ingresso dei viaggiatori dall'estero e non raccomanda misure di restrizioni di viaggio o di commercio". 

Con una nota l'Oms incoraggia l'osservazione sulle infezioni respiratorie acute, analizzando attentamente eventuali casi insoliti. "Gli operatori sanitari sono invitati a essere vigili sulle condizioni di salute dei viaggiatori di ritorno dalle zone colpite dal virus", in particolare, precisa l'Organizzazione mondiale della Sanità, coloro che sviluppino infezioni delle vie respiratorie inferiori.

A riguardo alleghiamo in fondo all'articolo dell'ansa la circolare emessa dal Ministero della Salute e la scheda per la notifica delle forme gravi e complicate di infezione da virus respiratori.

 

 

Circolare ministero salute: infezione da nuovo coronavirus

 

 

 

Scheda per la notifica delle forme gravi e complicate di infezione da virus respiratori

 

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News dall'estero: Epidemia di morbillo in Galles

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da AGI 

Le autorita' sanitarie britanniche hanno disposto una vaccinazione di massa per un milione di under 16 a causa dell'epidemia di morbillo scoppiata a Swansea, una contea del Galles meridionale.
Lo riferiscono i media locali, spiegando che saranno vaccinati i giovani tra i 10 e i 16 anni, per arginare quella che e' stata definita una "minaccia crescente".
Anche se i test per stabilire le cause del decesso di un 25enne con la malattia in corso, non hanno dato esiti.
Gia' nel 2012 in Inghilterra erano stati accertati circa 2mila casi di morbilli, la cifra piu' alta in quasi 20 anni.
Ma quest'anno il numero dei casi ha gia' superato quello dello stesso periodo dell'anno scorso: nei primi 3 mesi del 2013 sono stati confermati 587 casi, in gran parte nel nord-est e nel nord-ovest dell'Inghilterra per un quinto dei quali e' stato necessario il ricovero.

Visualizza l'articolo completo in inglese

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Troppo pochi i soldi per la prevenzione

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I direttori dei Dipartimenti di prevenzione delle ASL hanno stilato un documento nel quale espongono le loro perplessità per l'esiguità degli investimenti delle Regioni nel settore della prevenzione, già sotto finanziato. La preoccupazione dei dirigenti riguarda soprattutto il futuro dei Servizi che assicurano l’applicazione dell’articolo 32 della Costituzione: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Migliorare la prevenzione significa prevenire le cure e gli Enti locali sembrano non capire il vantaggio economico che potrebbe derivarne.

 

Leggi il documento stilato dai direttori dei dipartimenti di prevenzione delle ASL

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E se le cinture di sicurezza fossero la causa del cancro?

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Pier Luigi Lopalco

Sul perché le bufale sono così dure da smontare. A causa della bufala “vaccinazione antimorbillosa-autismo”, ancora oggi ci troviamo nella necessità di impegnare ingenti risorse per contenere epidemie di morbillo evitabili e ad affrontare i costi di studi epidemiologici altrettanto evitabili.


È degli ultimi giorni la notizia che nuove epidemie di morbillo stanno creando serie preoccupazioni nel Regno Unito: il numero di casi registrati nella sola area di Swansea nel Galles sfiora il migliaio. Circa 80 casi gravi ed un probabile decesso[1]. Il Regno Unito si trova a pagare, a quasi vent’anni di distanza, il prezzo del cosiddetto “affare Wakefield” (leggi qui MMR e autismo. La truffa svelata  e MMR e autismo. La frode. Atto secondo) una brutta storia di una frode scientifica che ha avuto un serissimo impatto sulla sanità pubblica e di cui si è a lungo discusso su questo blog in precedenza. Intanto, sempre nello stesso periodo, vengono pubblicati i risultati di un ulteriore studio, fatto dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC) americani, in cui si ribadisce l’assenza di correlazione fra autismo e vaccinazioni dell’infanzia[2]. Questi due fatti, avvenuti in rapida successione, mi suggeriscono alcune riflessioni.

Immaginate che un bel giorno una prestigiosa rivista scientifica (mettiamo The Lancet) pubblichi i risultati di una ricerca in cui gli autori alla fine dichiarino: “Benché il nostro studio non fornisca prove dirette, l’uso di cinture di sicurezza potrebbe essere associato ad un aumentato rischio di tumore al polmone. Se questo fosse vero si dovrebbe osservare un aumento di tumore al polmone dopo l’introduzione dell’obbligo di usare le cinture, ma i dati tuttora disponibili non permettono di verificare questo aumento”.

A questo punto la notizia viene ripresa da un paio di riviste molto popolari e da quel momento in TV non si fa che parlare d’altro. Si creano subito due fazioni: da una parte le associazioni delle vittime degli incidenti stradali che insorgono contro questa ipotesi, dall’altra numerose organizzazioni che rivendicano la libertà di scelta e accusano il governo di essere in combutta con i produttori di cinture di sicurezza.

Il risultato è che in pochi mesi sono in tanti a smettere di usare le cinture; la polizia non è più in grado di controllare il fenomeno e il numero di incidenti mortali aumenta a dismisura. Come se non bastasse la lobby del tabacco prende la palla al balzo per confutare le evidenze che associano il fumo al tumore al polmone. Anche la campagna anti-fumo accusa un importante rallentamento.

Ovviamente sanità pubblica e comunità scientifica reagiscono con forza: milioni di euro vengono spesi per finanziare studi che accertino la verità e, come era da aspettarsi, sono numerosissimi gli studi epidemiologici in cui l’associazione fra tumore al polmone e cinture di sicurezza risulta falsa. Il mondo scientifico è tendenzialmente compatto, ma ciononostante il dubbio su questa associazione resta fisso nell’immaginario collettivo. Il web pullula di siti che supportano questa falsa associazione. Insomma la storia continua per anni… Finché un giornalista comincia a scavare nei meandri della ricerca che aveva generato tutto questo problema e scopre che l’autore dell’articolo aveva in realtà falsificato alcuni dati ed era in pieno conflitto di interessi (non dichiarato).

The Lancet ritira l’articolo, il suo autore viene accusato di malpractice e radiato dall’albo dei medici inglesi.

Tutto assurdo, vero? Bene, credo di poter affermare che la (vera) storia su cui si basano le voci tuttora circolanti sulla associazione fra vaccino trivalente contro morbillo-rosolia-parotite e autismo è andata esattamente così. Un’ipotesi scientifica basata su una ricerca largamente falsificata ha scatenato in tutto il modo una corsa da parte della sanità pubblica a provare che quella associazione non esisteva[3-9]. Come se non bastasse, alla voce che l’autismo potesse essere provocato dal vaccino trivalente MPR si sono aggiunte quelle che tiravano in ballo la presenza di mercurio nei vaccini (quindi non l’MPR) e poi l’uso troppo precoce e ravvicinato di diversi vaccini nell’infanzia.

Ebbene, non è così che dovrebbe funzionare la scienza. Uno studio epidemiologico ha senso quando venga sollecitato da robuste osservazioni sperimentali e non da congetture o ipotesi astruse. Se oggi dovessi avviare un studio per verificare l’associazione fra cinture di sicurezza e tumore ai polmoni, avrei seri problemi metodologici da affrontare: una popolazione enorme da arruolare ed una infinità di effetti confondenti da controllare (le cinture prodotte da BMW hanno lo stesso effetto di quelle prodotte da Fiat? Con pre-tensionatore o senza?). Insomma un incubo per ogni epidemiologo. Inoltre, ci sarebbe sempre qualcuno che nonostante gli sforzi ed i soldi spesi per larghi studi, avrebbe da ridire e continuerebbe ad alimentare la bufala. In questo senso, purtroppo, il web non aiuta poichè risulta difficile a molti (soprattutto non addetti ai lavori) riconoscere l’attendibilità delle fonti; e poi, errare humanum, le teorie del complotto attirano molto di più di un noioso articolo scientifico.

In ogni caso, ci troviamo ancora oggi nella necessità di impegnare ingenti risorse per contenere epidemie di morbillo evitabili e ad affrontare i costi di studi epidemiologici altrettanto evitabili.  Medicina e prevenzione basate sulle evidenze sono l’unica arma contro tali incidenti. Il mondo scientifico ha delle regole precise. Seguire tali regole non garantisce l’infallibilità, ma riduce al minimo il rischio di divulgare bufale.

Pier Luigi Lopalco, ECDC Stoccolma

Bibliografia

  1. Swansea measles: First Minister urges MMR jabs for children. BBC News, 23.04.2013
  2. DeStefano F, Price CS, Weintraub ES. Increasing exposure to antibody-stimulating proteins and polysaccharides in vaccines is not associated with risk of autism. The Journal of Pediatrics, 2013.
  3. Taylor B, Miller E, Farrington CP, et al. Autism and measles, mumps, and rubella vaccine: no epidemiological evidence for a causal association. Lancet. 1999; 353(9169):2026-9.
  4. Madsen KM, Hviid A, Vestergaard M, et al. A population-based study of measles, mumps, and rubella vaccination and autism. N Engl J Med. 2002; 347(19):1477-82.
  5. Smeeth L, Hall AJ, Fombonne E, Rodrigues LC, Huang X, Smith PG. A case-control study of autism and mumps-measles-rubella vaccination using the general practice research database: design and methodology. BMC Public Health. 2001;1:2.
  6. Farrington CP, Miller E, Taylor B. MMR and autism: further evidence against a causal association. Vaccine 2001; 19(27):3632-5.
  7. Black C, Kaye JA, Jick H . “Relation of childhood gastrointestinal disorders to autism: nested case-control study using data from the UK General Practice Research Database”. BMJ 2002; 325 (7361): 419–21.
  8. Smeeth L, Cook C, Fombonne E, Heavey L, Rodrigues LC, Smith PG, Hall AJ. MMR vaccination and pervasive developmental disorders: a case-control study. Lancet 2004; 364(9438):963-9.
  9. DeStefano F, Thompson WW. MMR vaccine and autism: an update of the scientific evidence. Expert Rev Vaccines 2004; 3(1):19-22.