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Influenza. Le raccomandazioni del Ministero della Salute per la stagione 2014-2015

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La circolare elaborata dalla Direzione Generale della Prevenzione, oltre a fornire informazioni sulla sorveglianza epidemiologica e virologica durante la stagione 2013-2014, fornisce raccomandazioni per la prevenzione dell'influenza attraverso misure di igiene e protezione individuale e la vaccinazione. LA CIRCOLARE

Arriva dal Ministero della Salute la Circolare “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2014-2015”, elaborata dalla Direzione Generale della Prevenzione, che, oltre a contenere informazioni sulla sorveglianza epidemiologica e virologica durante la stagione 2013-2014, fornisce raccomandazioni per la prevenzione dell'influenza attraverso misure di igiene e protezione individuale e la vaccinazione.
L'influenza è una malattia che ricorre in ogni stagione invernale; può avere un andamento imprevedibile e, ogni anno, impegna importanti risorse del Ssn.

La scorsa stagione influenzale è stata “lieve”, il che non deve far abbassare la guardia e non continuare a prepararsi nel caso di una prossima stagione influenzale ad alta incidenza. Ci sono ancora molti miglioramenti che si possono fare per prevenire la malattia e per ridurne al minimo l'impatto sulla salute.

L’offerta attiva della vaccinazione antinfluenzale è indirizzata prioritariamente alle donne che si trovino nel 2° e 3° trimestre di gravidanza, a tutti i soggetti a rischio di complicanze per patologie pregresse o concomitanti, ai soggetti di età pari o superiore ai 65 anni, agli operatori sanitari che hanno contatto diretto con i pazienti e ad alti soggetti a rischio il cui elenco è contenuto nella circolare.

Fonte www.quotidianosanita.it

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Riccione: atti e bollettini SItI Notizie

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Chiuso il 47° Congresso Nazionale SItI di Riccione restano a disposizione dei soci SItI tre file in PDF contenenti rispettivamente gli abstract delle relazioni principali, quelli delle comunicazioni brevi e dei poster. Sono anche disponibili i due bollettini SItI notizie, il primo pubblicato all'apertura e il secondo alla chiusura con l'intervista al nuovo Presidente Carlo Signorelli. Gli atti congressuali verranno pubblicati sulla Rivista Epidemiologia & Prevenzione (IF=1,456) dove troveranno posto i lavori selezionati dal Comitato Scientifico oltre ai dieci abstract premiati durante la Cerimonia di chiusura.

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Obbligo Vaccinale, la risposta al M5S

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Posizione della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (S.It.I.) sulla proposta di sospensione dell’obbligo vaccinale in Lombardia presentata dal Movimento 5 Stelle

La recente proposta del Movimento 5 Stelle sulla sospensione dell’Obbligo Vaccinale per l’Età Evolutiva in Lombardia costituisce un tentativo di risposta incongruo ad una esigenza divenuta di rilievo nell’attuale contesto politico e sociale.

La Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (S.It.I.) rammenta che nessuna misura di Sanità Pubblica introdotta nell’ultimo secolo, fatta eccezione per la fornitura di acqua potabile, ha avuto un impatto pari a quello delle vaccinazioni per salvare vite umane e migliorare la qualità della vita della nostra popolazione.

Se oggi malattie quali vaiolo, difterite, poliomielite, tetano (solo per citarne alcune) non costituiscono più un terrore, come accadeva fino a 50 anni fa, lo si deve alla capillare diffusione delle vaccinazioni.

L’obbligo vaccinale trova storicamente la propria motivazione nel fatto che chi si vaccina non protegge solo se stesso, ma contribuisce in modo determinante al fenomeno della protezione comunitaria (detta anche ‘immunità di gregge’), cioè a costituire una barriera alla diffusione degli agenti infettivi contro i quali la vaccinazione è diretta. Ciò è particolarmente importante, perché i pochi bambini che hanno vere controindicazioni permanenti alle vaccinazioni non contraggono le relative malattie solo se una elevata percentuale dei loro coetanei è vaccinata.

Inoltre, l’elevata copertura vaccinale in tutto il mondo consente di eradicare le malattie infettive, come accaduto nel 1980 per il vaiolo, e come si prevede di fare entro questo decennio per la poliomielite (dopodiché si possono davvero sospendere le vaccinazioni, non prima!).

In altre parole, vaccinarsi è un diritto per la propria salute e contemporaneamente un dovere verso i soggetti più deboli presenti nella comunità.

Oggi qualsiasi trattamento imposto per legge è difficilmente accettato da una parte crescente della società.

La S.It.I. ritiene che i tempi siano maturi per il superamento dell’obbligo vaccinale, ma tale evoluzione non può assolutamente prescindere da una capillare, attenta e continuativa opera di comunicazione alla popolazione per passare dal concetto di vaccinazione come dovere da assolvere, ad una presa di coscienza che le vaccinazioni costituiscono un diritto alla salute, e che la adesione alla loro offerta permette, come valore aggiunto, di contribuire al bene comune proteggendo i soggetti deboli e con gravi fattori di rischio per le malattie infettive.

Sottolinea peraltro che le vaccinazioni attualmente non obbligatorie ma fortemente raccomandate non sono meno importanti di quelle soggette all’obbligo. Il vaccino esavalente somministrato in tre sedute nei primi 12 mesi di vita del bambino viene spesso assurdamente attaccato perché unisce le 4 vaccinazioni obbligatorie con due fortemente raccomandate, quelle contro Pertosse ed Haemophilus influenzae di tipo b.

La pertosse è una temibile malattia che colpisce in modo molto grave i lattanti. In Europa, nel 2011 vi sono stati circa 17.000 casi notificati confermati di pertosse, la fascia di età più a rischio è risultata proprio quelle dei più piccoli (0-4 anni), con 15,8 casi ogni 100.000 bambini. Nei bambini con meno di un anno la pertosse può determinare complicanze gravi con danni invalidanti e permanenti. In media il 20% dei casi di pertosse richiede di essere ricoverato. Di pertosse si muore ancora in Italia, e un’elevata copertura vaccinale nell’infanzia e per i richiami previsti all’età di entrata alla scuola elementare e all’adolescenza sono il solo modo per azzerare tali decessi e casi gravi.

L’Haemophilus influenzae di tipo b era responsabile di meningiti e setticemie soprattutto nei bambini sotto i 2 anni prima della diffusione del vaccino esavalente. Nel periodo tra il 1997 e il 2000 in Italia sono stati registrati ufficialmente 186 casi di malattie invasive. Oggi, con le coperture elevate raggiunte grazie al vaccino esavalente, i casi sono quasi azzerati (ne residua purtroppo qualcuno in bambini i cui genitori hanno rifiutato la vaccinazione).

Si comprende quindi come la proposta di legge regionale presentata in Lombardia, nella quale si sostiene che ‘il livello di copertura raggiunto nella Regione, permette oggi di giungere all'approvazione di questa legge che rende facoltativo vaccinare i giovanissimi… La sospensione dell’obbligo vaccinale non comporterebbe conseguenze per la salute pubblica e consentirebbe un notevole risparmio di denaro” sia fortemente contraddittoria e pericolosa per la Salute Pubblica.

Se infatti le malattie prevenute dalle vaccinazioni sono ridotte al minimo, ciò è proprio dovuto alle elevate coperture vaccinali raggiunte. Fare intendere che un abbassamento delle coperture conseguente alla sospensione dell’obbligo consentirebbe un risparmio di denaro è assurdo, perché le malattie invariabilmente tornerebbero, comportando sofferenza inutile per malattie, invalidità e morti, con un bilancio tra risparmi per minori vaccini somministrati e, dall’altro lato, incremento delle spese per ricoveri e cure per le malattie e le loro sequele che si trasformerebbe in una perdita non solo di salute, ma anche economica.

La questione del progressivo superamento dell’obbligo vaccinale deve invece essere affrontata coinvolgendo Ministero della Salute e Conferenza Stato-Regioni, per delineare un percorso che consenta di sostenere le coperture vaccinali senza insinuare la pericolosa impressione che, in fondo, delle vaccinazioni sia ormai possibile fare a meno senza correre gravi rischi.

Sarebbe davvero un tragico errore.

 

 

Prof. Paolo Bonanni

Coordinatore Board Gruppo di Lavoro “Vaccini” – S.It.I.

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Mef. Medici Ssn in pensione non possono tornare a lavorare come convezionati Asl

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Lo chiarisce il Ministero dell’Economia in risposta ad un quesito della Sisac. “Le norme pongono in capo alla Pa il divieto di conferire incarichi che si concretizzino nello svolgimento di funzioni di medico convenzionato con il Ssn, ove il soggetto sia cessato da un rapporto di dipendenza con lo stesso Ssn”. NOTA MEF – QUESITO SISAC

 

 

I medici dipendenti in quiescenza non possono ricoprire incarichi da medico convenzionato. Lo specifica il Ministero dell’Economia che in risposta alla Sisac sul quesito di applicabilità art. 25 della L. 23 dicembre 1994, n. 724, e l'art. 5, comma 9 del D.L. 6 luglio 2012, n. 95 in riferimento alla volontà del Legislatore di limitare l’affidamento di incarichi a personale dipendente già operante nella Pubblica Amministrazione.

Ebbene il Ministero dell'Economia ha affermato che "non sembrano dunque sussistere dubbi circa il fatto che le norme in questione pongono in capo alle pubbliche amministrazioni il divieto di conferire incarichi di studio o consulenza al personale già dipendente e collocato in quiescenza, ove tali incarichi abbiano ad oggetto la medesima attività, ovvero le medesime funzioni svolte in vigenza del rapporto di lavoro dipendente" aggiungendo che "tale divieto sembra dunque doversi applicare anche al conferimento di incarichi che si concretizzino nello svolgimento di funzioni di medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale, ove il soggetto interessato sia cessato da un rapporto di dipendenza con lo stesso Servizio sanitario nazionale, atteso che il rapporto convenzionale viene inquadrato, da giurisprudenza consolidata, fra le prestazioni d'opera professionale, di natura privatistica". 
  
L.F.

Fonte www.quotidianosanita.it

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Un APP ministeriale per il calendario vaccinale

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Fai il vaccino al tuo bambino e poi divertiti con lui a schiacciare virus e batteri con un dito! Così recita il lancio dell'APP gratuita del Ministero della salute "Planner delle vaccinazioni" disponibile da qualche giorno. Occorre impostare i dati del bambino e i riferimenti del pediatra. L’App propone le date consigliate per la prima dose dei vaccini (in base al Piano nazionale vaccini 2012-2014). Una volta inserita la data della prima vaccinazione effettuata, l’App ti segue e ti aggiorna sulle date dei richiami. Dopo ogni vaccinazione inserita, si può giocare col bambino facendogli schiacciare le immagini di virus e batteri. L’App non sostituisce il certificato ufficiale di vaccinazione, che può essere rilasciato esclusivamente dall’ente pubblico che la effettua, e non sostituisce il parere e la prescrizione del pediatra.